lunedì 16 dicembre 2013

SLAYER

 
 
Il vetro del finestrino laterale è aperto.
La lama che scintilla, mentre il fendente sibila nell’aria.
Sandroni cerca di proteggersi il volto alzando il braccio sinistro istintivamente. La mano aperta, come un gesto di resa. Lo scannino penetra nello spazio fra le ossa metacarpali. Passa oltre per conficcarsi nel suo occhio destro. L’agente lancia un gemito, la mano inchiodata alla faccia. L’altro occhio è libero, sbarrato e vigile. Un occhio costretto all’orrore e alla incredulità.
Lo scannino si sfila accompagnato da un fiotto denso, purpureo. Colpisce di nuovo, stavolta mirando alla gola, buca la carotide, la trachea: una volta, due volte, tre volte…
Il poliziotto crolla lateralmente, la portiera si apre del tutto sotto il suo peso, rigurgitando fuori il corpo afflosciato. Una posa priva d’unità e coerenza. Le gambe che tremano negli ultimi spasmi di vita.

Allungare la mano dentro all’abitacolo dell’auto per afferrare il Samsung caduto sul tappetino, per spegnere quella musica. Arrabbiata e perfetta
Sul display illuminato, il titolo del brano: Bloodline.
 

 

 
 
 
 

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